Le emozioni: cosa sono e perché è importante riconoscerle?

Le emozioni fanno parte della nostra vita quotidiana.

Le proviamo quando accade qualcosa che ci coinvolge, quando incontriamo una persona, quando affrontiamo un cambiamento, quando riceviamo una notizia o quando una situazione va diversamente da come avevamo immaginato.

A volte sono facili da riconoscere: sono felice, sono arrabbiata, ho paura.

Altre volte, invece, ci accorgiamo soltanto che qualcosa non va, ma non riusciamo a capire esattamente che cosa stiamo provando.

Ed è proprio da qui che può iniziare un percorso importante: imparare a riconoscere le proprie emozioni.


Che cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono esperienze che coinvolgono la persona e possono manifestarsi attraverso ciò che sentiamo, ciò che pensiamo, le sensazioni del corpo e il nostro modo di reagire.

Quando proviamo un’emozione possono entrare in gioco diversi aspetti:

  • ciò che è successo;
  • il modo in cui viviamo quella situazione;
  • il significato che le attribuiamo;
  • ciò che pensiamo;
  • ciò che sentiamo dentro di noi;
  • le sensazioni che avvertiamo nel corpo;
  • il modo in cui reagiamo.

Ma c’è un elemento che rende l’esperienza emotiva profondamente personale: il nostro vissuto.

La stessa situazione può suscitare emozioni molto diverse in persone diverse.

Un cambiamento, per esempio, può essere vissuto da qualcuno con entusiasmo e da qualcun altro con paura o preoccupazione.

Perché?

Perché ognuno di noi ha una propria storia, esperienze, relazioni e situazioni già vissute.

Il vissuto personale può influenzare il modo in cui viviamo ciò che accade e, di conseguenza, anche gli atteggiamenti e le reazioni che assumiamo.

Questo non significa che il nostro passato determini automaticamente ogni nostra risposta.

Significa che ciò che abbiamo vissuto contribuisce a rendere personale e unico il nostro modo di vivere le esperienze.

Ed è anche per questo che, davanti alla stessa situazione, due persone possono provare emozioni completamente diverse.

Le emozioni ci raccontano qualcosa del nostro modo personale di vivere ciò che ci accade.


Emozioni, pensieri e corpo: siamo un tutt’uno

C’è un concetto importante nella visione di LifeFlower: olos, dal greco hólos, cioè “tutto”, “intero”.

La persona non è fatta di parti completamente separate.

Emozioni, pensieri, corpo, esperienze e modo di vivere le situazioni fanno parte di un insieme.

Quando proviamo un’emozione possiamo quindi accorgerci di cambiamenti diversi: una sensazione di tensione, un’accelerazione del battito, il bisogno di piangere, agitazione, stanchezza o il desiderio di allontanarci da una situazione.

Anche i pensieri e il comportamento possono accompagnare ciò che stiamo provando.

Questo non significa che ogni sensazione fisica abbia necessariamente un’origine emotiva.

Significa piuttosto che, quando osserviamo ciò che viviamo, è importante considerare la persona nella sua interezza.

È questo il significato di olos nella visione di LifeFlower: non separare artificialmente ciò che appartiene alla stessa persona.


Le emozioni sono positive o negative?

Siamo abituati a parlare di emozioni “positive” e “negative”.

Ci piace sentirci felici, sereni, entusiasti.

Vorremmo invece liberarci rapidamente di paura, rabbia, tristezza o preoccupazione.

Ma possiamo guardare alle emozioni anche in un altro modo.

Un’emozione che non ci piace non è necessariamente un’emozione da eliminare.

La paura, la rabbia, la tristezza, la preoccupazione e tutte le altre emozioni fanno parte della nostra esperienza.

E soprattutto non hanno lo stesso significato per ogni persona.

Una stessa emozione può essere vissuta in modi differenti e può presentarsi in situazioni differenti.

Per questo, invece di chiederci soltanto se un’emozione sia positiva o negativa, possiamo iniziare a chiederci:

“Che cosa sto provando?”

È una domanda semplice, ma non sempre è facile rispondere.


Perché è importante riconoscere le proprie emozioni?

Riconoscere un’emozione significa innanzitutto accorgersi di ciò che stiamo vivendo.

Può sembrare semplice, ma non sempre lo è.

A volte diciamo: “Sono stressata.”

Ma dietro questa parola possono esserci emozioni diverse: paura, preoccupazione, rabbia, frustrazione, tristezza o senso di sopraffazione.

Oppure diciamo: “Sono nervosa.”

Ma che cosa stiamo realmente provando?

Dare un nome a ciò che sentiamo può aiutarci a comprendere meglio la nostra esperienza.

Riconoscere un’emozione non significa risolvere automaticamente ciò che la sta provocando.

Significa iniziare a dare un nome a ciò che sentiamo, invece di viverlo semplicemente come un malessere indistinto.

L’Istituto Superiore di Sanità ha sviluppato, anche nell’ambito di programmi psicoeducativi, attività rivolte alla formazione emotiva e alla regolazione delle emozioni, proprio nell’ottica di sviluppare una maggiore consapevolezza e competenza personale.


Riconoscere un’emozione non significa giudicarla

Posso riconoscere di essere arrabbiata senza concludere che non dovrei essere arrabbiata.

Posso riconoscere di avere paura senza pensare di essere una persona debole.

Posso riconoscere di essere triste senza obbligarmi immediatamente a stare meglio.

Riconoscere un’emozione significa accorgersi che c’è, non giudicarla.

Allo stesso modo, provare un’emozione non significa necessariamente agire di conseguenza.

Posso essere arrabbiata senza aggredire qualcuno.

Posso avere paura senza necessariamente evitare ciò che mi spaventa.

L’emozione è ciò che provo; il comportamento è ciò che scelgo di fare.


Possiamo provare più emozioni contemporaneamente?

Sì.

Ed è un’altra ragione per cui non sempre è facile capire immediatamente che cosa stiamo provando.

Possiamo essere felici per una nuova opportunità e, nello stesso momento, avere paura del cambiamento.

Possiamo essere sollevati per la fine di una situazione e provare contemporaneamente tristezza per ciò che lasciamo.

Possiamo essere arrabbiati con qualcuno e continuare a volergli bene.

Possiamo provare emozioni diverse, anche apparentemente contrastanti, nello stesso momento.

A volte abbiamo bisogno di fermarci per distinguere ciò che stiamo vivendo.

“Come mi sento?” può essere una domanda molto più complessa di quanto sembri.


Imparare a riconoscere le emozioni

Non esiste un unico modo per imparare a riconoscere meglio ciò che proviamo.

Un buon punto di partenza può essere semplicemente fermarsi e osservare.

Possiamo chiederci:

Che cosa sto provando?

Come sto vivendo questa situazione?

Quando è comparsa questa emozione?

C’è qualcosa che ha contribuito a farla emergere?

Questa emozione mi è familiare?

Non è necessario trovare immediatamente una risposta.

L’obiettivo non è analizzarsi continuamente, ma imparare a prestare attenzione alle proprie emozioni.

Perché prima di poter parlare di un’emozione, è necessario riuscire a riconoscerla.


E i Fiori di Bach che cosa c’entrano?

È qui che il tema delle emozioni incontra il percorso di LifeFlower.

Nel Metodo Originale del Dottor Bach, i rimedi floreali sono collegati agli stati emotivi.

Ed è proprio questo il punto fondamentale da comprendere:

Non è l’accadimento a determinare il fiore, ma l’emozione con cui la persona vive quell’accadimento.

Un cambiamento, per esempio, non corrisponde automaticamente a un determinato fiore.

La domanda è: come vive la persona quel cambiamento?

Può esserci paura, incertezza, scoraggiamento, difficoltà ad accettarlo o un’altra particolare modalità emotiva.

È quindi l’emozione espressa dalla persona a orientare l’individuazione del rimedio.

In altre parole:

Non “accadimento = fiore”, ma “emozione = fiore”.

Ed è proprio per questo che non esiste un fiore da associare automaticamente a una determinata situazione.

La stessa esperienza può essere vissuta da persone diverse attraverso emozioni differenti e, di conseguenza, portare a considerare rimedi differenti.

Se vuoi approfondire il rapporto tra emozioni e singoli rimedi, puoi consultare la pagina dedicata ai 38 Fiori di Bach.


La consulenza non è una terapia

È importante chiarire anche l’ambito della consulenza LifeFlower.

La consulenza di Fiori di Bach non è una terapia medica, psicologica o psicoterapeutica.

Il consulente di Fiori di Bach non è un medico, psicologo o psicoterapeuta, salvo che possieda separatamente una di queste qualifiche professionali.

La consulenza non formula diagnosi e non tratta patologie.

Non sostituisce cure mediche, trattamenti psicologici o psicoterapeutici, né le indicazioni dei professionisti sanitari.

Quando esiste una condizione di salute che richiede diagnosi, cura o trattamento, è necessario rivolgersi al professionista competente.

La consulenza secondo il Metodo Originale del Dottor Bach si colloca quindi in un ambito diverso: l’ascolto della persona e del suo stato emotivo, secondo i principi propri del metodo.

Ed è proprio per questo che, prima ancora di parlare dei singoli rimedi, è importante conoscere meglio le emozioni.


La Biblioteca delle Emozioni

Da qui nasce la Biblioteca delle Emozioni di LifeFlower.

Un percorso dedicato alle emozioni, per conoscerle, riconoscerle e imparare a osservarle.

Non per dividerle semplicemente in emozioni positive e negative.

Non per cercare di eliminarle.

E nemmeno per associare automaticamente un rimedio a ogni situazione.

Ma per imparare a distinguere ciò che accade da come lo viviamo.

Perché è proprio nel modo personale in cui viviamo un’esperienza che possiamo riconoscere l’emozione che stiamo attraversando.

Nei prossimi approfondimenti entreremo nel mondo delle singole emozioni: paura, rabbia, tristezza, cambiamento, senso di colpa, autostima, sovraccarico emotivo e molte altre.

Ogni emozione sarà osservata partendo dalla persona, dal suo vissuto e dal modo in cui quella particolare emozione può manifestarsi.

Perché siamo un tutt’uno.

E conoscere meglio le nostre emozioni significa anche imparare a conoscere meglio noi stessi.

La Biblioteca delle Emozioni comincia da qui.


Una precisazione importante

Le emozioni fanno parte della normale esperienza umana. Parlare di emozioni e benessere emotivo non significa parlare automaticamente di disturbi mentali.

Quando una sofferenza è significativa, persistente o interferisce con la vita quotidiana, è importante rivolgersi al professionista sanitario competente.

La consulenza LifeFlower non sostituisce diagnosi, cure o trattamenti sanitari.


Vuoi continuare a conoscere meglio le emozioni?

Questo è solo il primo passo.

Nella Biblioteca delle Emozioni di LifeFlower troverai approfondimenti dedicati alle diverse emozioni e al modo in cui possono manifestarsi nella nostra esperienza.

Se invece vuoi approfondire il tuo personale stato emotivo attraverso il Metodo Originale del Dottor Bach, puoi scoprire come si svolge una consulenza.